RELIQUIE?

Forse per mia ignoranza o forse per ingenuità ho sempre associato la parola Santuario ad un evento miracoloso o a qualche personaggio importante nella storia della chiesa. Con mio immenso stupore, chiedendo a un sacerdote, tale Padre Livio di Mantova, apprendo che tutto ciò non è necessario. Infatti Padre Livio mi informa che nella sua città è presente il Santuario dei Gonzaga. Un Santuario voluto da una ricca famiglia,  piuttosto lussuriosa, a suo dire, ma tuttavia devota alla Madonna, che si è costruita il santuario dentro casa, oggi meta di pellegrinaggio e turismo.  Luigi, il più devoto e operativo della famiglia, figlio di Ferrante Gonzaga, dopo numerosi servigi alla chiesa, morì di tifo nell’epidemia del 1591 e fu poi fatto Santo.

Approfondendo l’argomento mi sono accorto che anche Santuari più importanti e inseriti tra le tappe del Giubileo, sono stati costruiti sul nulla più assoluto: si muovono folle per contemplare un dipinto, per visitare luoghi su cui sono nate leggende senza alcun fondamento, o miracoli di cui non c’è nessuna prova riconosciuta. Non c’è da stupirsi, essendo rivolti questi posti a persone secondo cui tutta la conoscenza storica e scientifica crolla di fronte alla favoletta di Adamo ed Eva o dell’Arca di Noè. 

SANTUARIO DELLA SS. TRINITA’ DI VALLEPIETRA

Costruito sulla base di diverse leggende:

La guida del posto vi racconterà la storia di questo sito logisticamente suggestivo dal punto di vista ambientale, ed egli stesso vi dirà che non ci sono fondamenti né certezze sul suo passato ma solo diverse leggende, alcune tramandate oralmente, altre di origine letteraria. La meta dei pellegrini che si recano qui a Vallepietra, è fondamentalmente un dipinto rinvenuto in una grotta, raffigurante la trinità: tre figure uguali con la mano alzata nell’atto di benedire, come se formassero insieme un unica persona . L’ipotesi più fondata è , analizzando l’immagine della trinità, che fosse un ritrovo di preghiera di alcuni monaci provenienti dall’ Oriente, probabilmente di origine Bizantina. Ad avvalorare questa ipotesi c’è il fatto che poco distante sorge il paese chiamato “ Cappadocia” e il monte di fronte al santuario fino a un centinaio di anni fa veniva chiamato “Sion”, lo stesso nome del monte dove sorge Gerusalemme. Ci sarebbe anche il ritrovo di una pergamena che sfortunatamente è andata distrutta ma di cui è stranamente resuscitata una copia.

La pergamena narra delll’apparizione di un Angelo che avrebbe creato una sorgente d’acqua dal nulla e sfamato gli apostoli Pietro e Giovanni. Il giorno seguente sul monte sarebbe apparsa la Trinità.

La versione più famosa tra i pellegrini è questa:

C’era un non identificato contadino, che, mentre arava il campo sulla cima del monte, le perde di vista, forse per un pisolino, e queste precipitano dal dirupo. L’aratro si conficca nella parete della montagna e le mucche atterrano dolcemente. Quando il contadino scende giù trova le sue bestie illese e con lo sguardo fisso verso il dipinto raffigurante la trinità: tre persone uguali con la mano alzata, come nell’atto di benedire.

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L’uomo corre in paese a raccontare l’accaduto e da cui partirebbe questa storia. Nessuno ha assistito all’evento, ci sarebbe solo la parola di questo contadino sconosciuto che potrebbe anche essere stato un ubriacone, un buontempone o un furbacchione o niente di più facile che sia tutto nient’altro che un invenzione.

Un altra ipotesi attribuisce la fondazione del Santuario a S. Domenico di Sora. Manca tuttavia una versione ufficiale che giustifichi la Sacralità del posto, ammesso che si possa considerare sacro un disegno. La parola Sacro, è poi un aggettivo qualificativo che associa qualcosa a Dio: se Dio ha creato tutto, tutto è sacro, uomini, piante, animali, minerali: in pratica venerare un oggetto per la sua sacralità non ha alcun senso.

Maggiori dettagli sul sito ufficiale del Santuario http://www.santuariovallepietra.it/la-storia.html

SANTUARIO DI COLLEVALENZA O COLVALENZA

Costruito sulla base di un sogno:

“Madre Speranza” ( Suor María Josefa Alhama Valera ) è la fondatrice di questo posto. Il 22 novembre 1981, Papa Giovanni Paolo II si recò in visita al santuario, incontrando anche Madre Speranza. L’anno successivo il santuario ottenne il riconoscimento di Basilica Minore. Il 5 luglio 2013,con il consenso di Papa Francesco, il cardinale Angelo Amato ha emesso il decreto di beatificazione, rivalutanto così tutto il sito e includendolo tra le mete di pellegrinaggio in occasione dell’anticipato Giubileo. Il rito di beatificazione è stato celebrato il 31 maggio 2014, presso il santuario stesso.

LA STORIA: In questo posto sperduto, Collevalenza appunto, una suora capace e ambiziosa, già fondatrice di più congregazioni, sostiene di aver ricevuto in sogno un messaggio da Dio, che le confidò di aver nascosto una sorgente nella vicina montagna, dove lei , dovrà costruire un santuario, che sarebbe diventato la sua ragione di vita e aggiungerei un attrazione turistica. La storia non è molto originale, ricorda vari episodi nella Bibbia, ma sembra che funzioni sempre. La suora daccordo con un amico costruttore comincia a far sforacchiare la montagna alla ricerca dell’acqua. Per molto tempo non trovano nulla e decidono a un certo punto di rinunciare. Poi un giorno Madre Speranza, ancor più speranzosa di trovare la fonte, torna dal suo socio, l’ architetto spagnolo Julio Lafuente dicendo che avevano bucato nel posto sbagliato e ora finalmente era certa di riconoscere il posto giusto. Ricominciano i lavori e dopo numerosi altri sforacchiamenti..alla fine trovano l’acqua….MIRACOLO!!! Miracolo? Se trovassi l’acqua io probabilmente no, ma se lo dice una serva di Dio che sostiene di aver ricevuto questa missione in sogno dall’onnipotente in persona….Come può non essere così?

Come al solito un Dio riservato e con il pallino degli affari va a confidare i suoi piani segreti a quattrocchi con il prescelto di turno.

Il risultato di tutto ciò è che viene costruita un imponente struttura intorno alla sorgente, con tanto di vasche che vanno dalla grandezza pediluvio al tuffo carpiato, e vendita di oggetti di ogni tipo, comprese bottiglie di plastica vuote da 50 cl. a 1 €, con cui i pellegrini possono raccogliere l’acqua “santa”.

 

SANTUARIO DELLE TRE FONTANE

Costruito sulla base di una leggenda:

La leggenda vuole che quando San Paolo fu decapitato, la sua testa rimbalzando tre volte sul terreno, generò un getto d’acqua per ciascun rimbalzo, uno caldo, uno freddo e uno tiepido, come le terme di Caracalla. Certo.

SANTUARIO DEL DIVINO AMORE

Costruito sulla base di una leggenda:

Come tante leggende che hanno a che fare con la chiesa, si parte da un non identificato viandante “forse” diretto a San Pietro, che, nel 1740 si perse nella campagna romana. Trovatosi circondato dai lupi, scorge con la sua super-vista l’immagine sacra sulla torre raffigurante la Vergine col bambino sovrastata dalla colomba dello spirito santo. Chiede aiuto alla Madonna e per miracolo le belve si bloccano. Dei pastori non identificati accorrono e lo sconosciuto racconta loro l’accaduto: quanto basta per costruire un santuario meta di pellegrinaggio.

MIRACOLO EUCARISTICO DI LANCIANO

Costruito sulla base di una leggenda:

Nel 1574 si comincia a raccontare una storia secondo cui un “non identificato” prete pellegrino, intorno alla metà del 700, si fermò in paese e chiese di celebrare la messa. Colto da incertezza sull’esistenza di Dio, l’ostia si tramutò in carne e il vino in sangue ( gruppo AB?) . I reperti sono tuttora custoditi nella chiesa di S. Francesco e sembra ci sia stato anche un secondo miracolo nel 1273, di origini stregonesche. Esiste un altro miracolo eucaristico a Bolsena, legato a Santa Chiara. La storia di Santa Chiara è degna di un film horror, le circostanze del miracolo più o meno simili a quelle di Lanciano, solito pellegrino sconosciuto e solita messa. E le prove?

LA CASA DI MARIA A LORETO

Con mia immensa sorpresa, mi sono accorto che sono pochi i cristiani a conoscenza di questa storia:

A Loreto, nelle Marche, vi è una bellissima Basilica, finemente decorata e progettata dai più illustri architetti dell’epoca, al cui interno vi è la “presunta” casa di Maria, dove si sarebbe svolta l’annunciazione, e che sarebbe stata poi spostata dagli angeli, in volo, nel 1291, da Nazareth , fermandosi per altre città e per poi stabilirsi definitivamente a Loreto.

Lo scopo di questo trasferimento sarebbe stato di proteggere la casa dall’invasione Turca. L’itinerario degli Angeli avrebbe compreso una prima tappa a Tersatto, in Croazia, dove la casa rimase per 3 anni e 7 mesi, dopo di che fu presa e trasportata di nuovo in volo dagli Angeli e depositata vicino ad Ancona, dove ora sorge la chiesa di Posatora, da qui dopo 9 mesi venne di nuovo trasferita in volo a Porto Recanati, poi dopo altri 8 mesi sempre gli Angeli la depositano su un terreno dei Conti Rinaldi. Dopo altri 4 mesi, in seguito allo sfruttamento dei Conti a danno dei pellegrini, di nuovo gli angeli scelsero definitivamente la cima del monte Prodo come sito degno di tale onore.

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Credere a tutto questo è un fatto, provarlo è un altra storia. Una “prova” così importante dell’esistenza di Gesù, è spesso completamente ignorata da tanti fedeli, il che dimostra la superficialità di noi Italiani nell’approccio religioso, e conferma ancora una volta che la gente crede più per ignoranza che con cognizione di causa. La statua raffigurante la Madonna con il bambino è nera, e non c’è da stupirsi più di tanto: d’altra parte Maria è nata in Africa e la gente di Nazareth…E’ nera, al contrario di quanto ritratto nei dipinti occidentali o rappresentato nei film.

LA SACRA SINDONE

Coservata nel Duomo di Torino, questo telo rappresenta forse la testimonianza più suggestiva della morte di Gesù. L’esame al carbonio14, seppure ad oggi è considerato il metodo in grado di avere un esito il più preciso possibile, viene messo in discussione dalla chiesa perchè, a suo giudizio, è più affidabile il negativo di una foto fatta con una vecchia fotocamera nel 1898, o la riproduzione 3d ottenuta dai diversi livelli di penetrazione del sangue nel tessuto stesso. Ci si appella anche al tipo di tessitura, dove anche qui bisogna calcolare il fattore umano, l’essere destri o mancini può cambiare il verso dell’intreccio nel tessuto, ma anche l’esperienza del tessitore o inquinamenti nell’integrità del tessuto nel tempo. Bill Maher durante un intervista a un sacerdote gli chiese cosa ne pensasse del fatto che il sangue della Sacra Sindone appartenga ad una donna, lasciandolo di stucco, ma in seconda battuta egli giustificò la cosa sostenendo che il sangue sul telo è di una donna perchè Gesù è nato da una vergine…certo come no. Si potrebbe anche rispondergli che la storia dell’immacolata concezione, oltre a non essere un’esclusiva del Cristianesimo, è stata ideata molti anni dopo Cristo.

Ma a prescindere dalle tesi delle due parti, il nocciolo del problema non è se sia o no autentico il telo, o realmente databile all’ epoca di Gesù, quanto il “ chi ci dice che l’impronta rimasta sia di Gesù”? Gesù non è certo l’unico uomo ad essere stato crocifisso e non ha neanche lasciato un autografo sul telo, di cui tra l’altro sarebbe impossibile stabilire l’autenticità, quindi alla fine rimane una questione di cieca, irragionevole fede.

 

CONTINUA….

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