I DIECI COMANDAMENTI

PER RINRESCARCI LA MEMORIA:

IO SONO IL SIGNORE TUO DIO

I – NON AVRAI ALTRO DIO FUORI DI ME

II – NON NOMINARE IL NOME DI DIO INVANO

III – RICORDATI DI SANTIFICARE LE FESTE

IV – ONORA IL PADRE E LA MADRE

V – NON UCCIDERE

VI – NON COMMETTERE ATTI IMPURI

VII – NON RUBARE

VIII – NON DIRE FALSA TESTIMONIANZA

IX – NON DESIDERARE LA DONNA D’ALTRI

X – NON DESIDERARE LA ROBA D’ALTRI

RIPRODUZIONE DEI 10 COMANDAMENTI

La stele di rosetta, scritta in 3 lingue, ha permesso di decifrare i geroglifici.

RICOSTRUZIONE DELLA FORMA ORIGINALE DELLA STELE DI ROSETTA

Di Captmondo (Opera propria), CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=10795913

La forma delle due tavole in alto a destra , vi ricorda niente?

fonte dell’immagine: 2.bp.blogspot.com

Io dico che questi comandamenti non può averceli dati Dio: Già il primo comandamento è contraddittorio. “Non avrai altro Dio fuori dei me”, se sono l’unico che bisogno ho di chiedere alla gente di non venerare qualcosa che non esiste? E’ un pò come ammettere l’esistenza di altri Dei e quindi se esistono altri Dei non siamo più in campo monotèista. Se io mi trovassi chiuso in una stanza con un tizio che chiameremo “Gino” e mi rivolgessi a quest’ultimo così: “Mi raccomando, non rivolgere la parola a tutti quegli altri”, forse Gino perserebbe, a ragione, che come minimo che sono fuori di testa, o no? Ho messo il link al video di George Carlin, perchè trovo il suo modo di ironizzare su queste cose molto intelligente, ed effettivamente, se ci si riflette sopra, alcuni dei comandamenti ribadiscono un divieto allo stesso tipo di comportamento. Il IX comandamento poi, esclude completamente le donne, rivolgendosi esclusivamente agli uomini. I primi tre servono esclusivamente alla chiesa per assicurarsi la frequenza delle visite. Onorare i propri genitori è un comportamento naturale e scontato per qualsiasi civiltà, compresi gli animali.

Insomma, per essere comandamenti Divini hanno un pò troppo a che fare con gli uomini e la cosa più imbarazzante è che la Chiesa, che dovrebbe tutelare questi principi in quanto portavoce, è la più grande peccatrice :

Passiamo al V COMANDAMENTO, NON UCCIDERE. Ecco, nonostante la chiesa spesso si ponga in prima linea quando bisogna condannare l’operato di Hitler verso gli ebrei, in fatto di torture e stermini gli scrittori della parola di Dio non hanno eguali, sia per il modo spietato di agire sia per la quantità di morti. Diciamo anche, per chi non lo sapesse, che la PENA DI MORTE in Vaticano è stata tolta solo nel 2001 da Papa Giovanni Paolo II, il che la dice lunga su quanto essi prendano sul serio il V comandamento. Prima di tale data, uccidere era permesso, almeno per loro, e infatti il punto è Chi uccide chi, il clero può fare questo e altro con il libro di Dio scritto dalla mano corrotta dell’uomo.

Interno di un museo della tortura

In un vicino passato, in cui la chiesa ancora la faceva da padrone, (e non era ancora stato separato il potere temporale da quello spirituale attraverso i patti Lateranensi voluti da Mussolini ) c’erano dei veri e propri professionisti del macello umano al servizio dei papi, stipendiati per uccidere la gente. Il più famoso è Mastro Titta, alias Giovanni Battista Bugatti, di Civitavecchia. Oggi è possibile visitare la sua casa trasformata in pizzeria, proprio vicino all’ingresso del porto, se vi capita di andarci, buon appetito. Per il papa questo simpatico ometto ha eseguito più di 500 pene capitali tra il 1796 e il 1864, con modalità che vanno dallo squartamento, alla decapitazione , all’impiccaggione. L’ultimo uomo condannato e giustiziato dalla chiesa fu Agabito Bellomo, condannato per omicidio e ghigliottinato a Palestrina nel vicinissimo 9 luglio 1870.

Una libera interpretazione de “L’eterno riposo”

A sentire queste cose verrebbe da pensare al Medioevo, e allora finfreschiamoci la memoria con le torture perpetrate nel periodo buio della supremazia Cristiana:

Ecco alcuni strumenti e sistemi di tortura che la Chiesa ha utilizzato per commettere i suoi efferati “crimini contro l’umanità” durante la Santa Inquisizione. Crimini rimasti impuniti, e non solo non ne è ancora stata, perlomeno smantellata l’istituzione, ma gode di finanziamenti dai comuni, dalle associazioni, dai fedeli e non paga tasse, anzi i lavori alle loro proprietà dal valore artistico, le paghiamo noi.

Per la serie, VEDERE PER CREDERE, molti strumenti di tortura della chiesa sono visitabili in appositi musei, tra cui Museo della Tortura di S.Marino, Museo della tortura di Montepulciano, Museo della tortura di Siena, Museo della Tortura di Volterra, una chiara prova concreta, reale, non sono favolette per bambini scritte sul libro di Dio, sono fatti reali! Qualcuno riesce a trovare una giustificazione o riesce ad attribuire il volere di Dio nella tortura? Se Dio vuole questo, non è il mio Dio e io mi vergogno di essere stato battezzato come un Cristiano.

Non è l’officina di un fabbro, nè di un falegname

 

Gran parte del materiale seguente è una citazione dal sito http://www.fisicamente.net/SCI_FED/index-170.htm

Il Topo
Tortura applicata a streghe ed eretici. Un topo vivo veniva inserito nella vagina o nell’ano con la testa rivolta verso gli organi interni della vittima e spesso, l’apertura veniva cucita. La bestiola, cercando affannosamente una via d’uscita, graffiava e rodeva le carni e gli organi dei suppliziati. Chissà come i disgraziati riuscissero a sopportare il terrore provocato alla sola vista del topo che da li a poco sarebbe entrato nel suo corpo.

Dissanguamento
Era una credenza comune che il potere di una strega potesse essere annullato dal dissanguamento o dalla purificazione tramite fuoco del suo sangue. Le streghe condannate erano “segnate sopra il soffio” (sfregiate sopra il naso e la bocca) e lasciate a dissanguare fino alla morte.

Il Rogo
Una delle forme più antiche di punizione delle streghe era la morte per mezzo di roghi, un destino riservato anche agli eretici. Il rogo spesso era una grande manifestazione pubblica. L’esecuzione avveniva solitamente dopo breve tempo dall’emissione della sentenza. In Scozia, il rogo di una strega era preceduto da giorni di digiuno e di solenni prediche. La strega prima veniva strangolata e poi il suo corpo (In stato di semi-incoscienza) era scaricato in un barile di catrame prima di venire legato a un palo e messo a fuoco. Se la strega, nonostante tutto, riusciva a liberarsi e a tirarsi fuori dalle fiamme, la gente la respingeva dentro.

Le Turcas
Questo mezzo era usato per lacerare e strappare le unghie. Dopo lo strappo, degli aghi venivano solitamente inseriti nelle estremità delle falangi.

La Fanciulla di Ferro o Vergine di Norimberga
L’idea di meccanizzare la tortura è nata in Germania; è li che ha avuto origine “la Vergine di Norimberga”. Fu così battezzata perchè, vista dall’esterno, le sue sembianze erano quelle di una ragazza bavarese, e inoltre perchè il suo prototipo venne costruito ed impiantato nei sotterranei del tribunale segreto di quella città. Era una specie di contenitore di metallo con porte pieghevoli; il condannato veniva rinchiuso all’interno, dove affilatissimi aculei trafiggevano il corpo dello sventurato in tutta la sua lunghezza. La disposizione di questi ultimi era così ben congegnata che, pur penetrando in varie parti del corpo, non trafiggevano organi vitali, quindi la vittima era destinata ad una lunga ed atroce agonia.

 

Immagine correlata
La vergine di Norimberga: Non esattamente l’abbraccio dell’ adorata Maria

 

Pulizia Dell’Anima
Era spesso creduto, nei paesi cattolici, che l’anima di una strega o di un eretico fosse corrotta, sporca e covo di quanto di contrario ci fosse al mondo. Per pulirla prima del giudizio, qualche volta le vittime erano forzate a ingerire acqua calda, carbone, perfino sapone. La famosa frase “sciacquare la bocca con il sapone”‘ che si usa oggi, risale proprio a questa tortura.

Il Triangolo
Altro terribile strumento di tortura analogo alla “pera” e all'”impalamento”. L’accusato veniva spogliato e issato su un palo alla cui estremità era fissato un grosso oggetto piramidale di ferro. La presunta strega veniva fatta sedere in modo che la punta entrasse nel retto o nella vagina. Alla fine alla poveretta venivano fissati dei pesi alle mani e ai piedi…

 

 

Un esempio della considerazione della chiesa per le donne


Immersione Dello Sgabello
Questa era una punizione che più spesso era usata nei confronti delle donne. Volgarmente sgradevole, e spesso fatale, la donna veniva legata a un sedile che impediva ogni movimento delle braccia. Questo sedile veniva poi immerso in uno stagno o in un luogo paludoso. Varie donne anziane che subirono questa tortura morirono per lo shock provocato dall’acqua gelida.

 

 

La sega

La vittima veniva legata a testa in giù e sezionata con una sega.

IMG_ART_AlboPress

 

Impalamento
Questo strumento, riservato per lo più ai sospetti di stregoneria o agli eretici, era realizzato in tre diverse versioni. La prima consisteva in un blocco di legno a forma di piramide, mentre la seconda, meno letale, aveva l’aspetto di un cavalletto a costa tagliente.
In ambedue i casi, l’indiziata veniva posta a cavalcioni di tale strumento sino a far penetrare la punta, nel primo caso, o lo spigolo nel secondo, direttamente nelle carni, squassando in modo spesso permanente, gli organi genitali. Quasi sempre poi venivano aggiunti dei pesi alle caviglie e sistemati scrupolosamente dei braceri o delle fiaccole accese sotto ai piedi. La terza versione è una delle più rivoltanti e vergognose torture concepite dalla mente umana. Veniva attuata per mezzo di un palo aguzzo inserito nel retto della presunta strega, forzato a passare lungo il corpo per fuoriuscire dalla testa o dalla gola. Il palo era poi invertito e piantato nel terreno, così, queste miserabili vittime, quando non avevano la fortuna di morire subito, soffrivano per alcuni giorni prima di spirare. Tutto ciò veniva fatto ed esposto pubblicamente.

 

 

La Strappata
Una delle più comuni e anche una delle tecniche più facili. L’accusato veniva legato a una fune e issato su una sorta di carrucola. L’esecutore faceva il resto tirando e lasciando di colpo la corda e slogando, così, le articolazioni.

Lo Squassamento
Era una forma di tortura usata insieme alla ‘strappata’. L’accusato qui veniva sempre issato sulla carrucola, ma con dei pesi legati al suo corpo che andavano dai 25 ai 250 chili. Le conseguenze erano gravissime.

La Culla Della Strega
Questa era una tortura a cui venivano sottoposte solamente le streghe. La strega veniva chiusa in un sacco poi legato a un ramo e veniva fatta continuamente oscillare. Apparentemente non sembra una tortura ma il dondolìo causava profondo disorientamento e aiutava a indurre a confessare. Vari soggetti hanno anche sofferto durante questa tortura di profonde allucinazioni. Ciò sicuramente ha contribuito a colorire le loro confessioni.

 

La tavola

La vittima veniva stesa su un tavolo, legate gambe e braccia, dopodiché gli arti venivano tirati fino al completo slogamento e lacerazione del corpo per mezzo di aculei posti su rulli.

 

Mastectomia
Alcune torture erano elaborate non solo per infliggere dolore fisico ma anche per sconvolgere la mente delle vittime. La mastectomia era una di queste: la carne delle donne era lacerata per mezzo di tenaglie, a volte arroventate. Uno dei più famosi casi che si conosca in cui fu usata questa tortura era quello di Anna Pappenheimer. Dopo essere già stata torturata con lo strappado, fu spogliata, i suoi seni furono strappati e, davanti ai suoi occhi, furono spinti a forza nelle bocche dei suoi figli adulti… Questa vergogna era più di una tortura fisica; l’esecuzione faceva una parodia sul ruolo di madre e nutrice della donna, imponendole un’estrema umiliazione.

Annodamento
Questa era una tortura specifica per le donne. Si attorcigliavano strettamente i capelli delle streghe a un bastone. Quando l’inquisitore non riusciva ad ottenere una testimonianza si serviva di questa tortura; robusti uomini ruotavano l’attrezzo in modo veloce provocando un enorme dolore e in alcuni casi arrivando a togliere lo scalpo e lasciando il cranio scoperto.

La Garrotta
Non è altro che un palo con un anello in ferro collegato. Alla vittima, seduta o in piedi, veniva fissato questo collare che veniva stretto poi per mezzo di viti o di una fune. Spesso si rompevano le ossa della colonna vertebrale.

Il Forno
Questa barbara sentenza era eseguita in Nord Europa e assomiglia ai forni crematori dei nazisti. La differenza era che nei campi di concentramento le vittime erano uccise prima di essere cremate (Ma non sempre).

Il Supplizio Del Trono
Questo attrezzo consisteva in una specie di seggiola gogna, sarcasticamente definita “trono”. L’imputata veniva posta in posizione capovolta, con i piedi bloccati nei ceppi di legno. Era questa una delle torture preferite da quei giudici che intendevano attenersi alla legge. Difatti la legislazione che regolamentava l’uso della tortura, prevedeva che si potesse effettuare una sola seduta, durante l’interrogatorio della sospetta. Malgrado ciò, la maggioranza degli inquisitori ovviava a questa normativa, definendo le successive applicazioni di tortura, come semplici continuazioni della prima. L’uso di questo strumento invece, permetteva di dichiarare una sola effettiva seduta, sorvolando sul fatto che questa fosse magari durata dieci giorni. Il “trono”, non lasciando segni permanenti sul corpo della vittima, si prestava particolarmente ad un uso prolungato. E’ da notare che, talvolta, unicamente a questo supplizio, venivano effettuate, sulla presunta strega, anche le torture dell’acqua o dei ferri roventi.

La Pressa
Anche conosciuta come pena forte et dura, era una sentenza di morte. Adottata come misura giudiziaria durante il quattordicesimo secolo, raggiunse il suo apice durante il regno di Enrico IV. In Bretagna venne abolita nel 1772.

La Cremagliera
Era un modo semplice e popolare per estorcere confessioni. La vittima veniva legata su una tavola, caviglie e polsi. Rulli erano passati sopra la tavola (E in modo preciso sul corpo) fino a slogare tutte le articolazioni.

La Pera
La Pera era un terribile strumento che veniva impiegato il più delle volte per via orale. La pera era usata anche nel retto e nella vagina. Questo strumento era aperto con un giro di vite da un minimo, a un massimo dei suoi segmenti. L’interno della cavità in questione era orrendamente mutilato e spesso mortalmente. I rebbi costruiti alla fine dei segmenti servivano meglio per strappare e lacerare la gola o gli intestini. Quando applicato alla vagina i chiodi dilaniavano la cervice della povera donna. Questa era una pena riservata a quelle donne che intrattenevano rapporti sessuali col Maligno o i suoi familiari.

Sedia Delle Streghe
La sedia inquisitoria, comunemente detta sedia delle streghe, era un rimedio molto apprezzato per l’ostinato silenzio di talune indiziate di stregoneria. Tale attrezzo, pur universalmente diffuso, fu particolarmente sfruttato dagli inquisitori austriaci. La sedia era di varie dimensioni, diverse forge e fantasiose varianti; tutte comunque chiodate, fornite di manette o blocchi per immobilizzare la vittima ed, in svariati casi, aveva il pianale di seduta in ferro, così da poterlo arroventare. Vengono riportate notizie di processi dai quale risulta come l’uso di questo strumento potesse venir prolungato, sino a trasformarsi in vera e propria pena capitale.

La Ruota
In Francia e Germania la ruota era popolare come pena capitale. Era simile alla crocifissione. Alle presunte streghe ed eretici venivano spezzati gli arti e il corpo veniva sistemato tra i raggi della ruota che veniva poi fissata su un palo. L’agonia era lunghissima e poteva anche durare dei giorni.

Amen

 

Tormentum Insominae
Consisteva nel privare le streghe del sonno. La vittima, legata, era costretta a immersioni nei fossati anche durante tutta la notte per evitare che si addormentasse.

Ordalia Del Fuoco
Prima di iniziare l’ordalìa del fuoco tutte le persone coinvolte dovevano prendere parte a un rito religioso. Questo rito durava tre giorni e gli accusati dovevano sopportare benedizioni, esorcismi, preghiere, digiuni e dovevano prendere i sacramenti. Dopodiché si veniva sottoposti all’ordalìa: gli accusati dovevano trasportare un pezzo di ferro rovente per una certa distanza. Il peso di questo peso era variabile: si andava da un minimo di circa mezzo chilo per reati minori, fino a un chilo e mezzo. Un altro tipo di ordalìa del fuoco consisteva nel camminare bendati e nudi sopra i carboni ardenti. Le ferite venivano coperte e dopo tre giorni una giuria controllava se l’accusato era colpevole o innocente. Se le ferite non erano rimarginate l’accusato era colpevole, altrimenti era considerato innocente. Si poteva aver salva la vita, però, corrompendo i clerici che dovevano officiare la prova: si poteva fare in modo che ferro e carboni avessero una temperatura sufficientemente tollerabile.

Ordalia Dell’Acqua
In questo tipo di ordalìa l’acqua simboleggia il diluvio dell’Antico Testamento. Come il diluvio spazzò via i peccati anche l’acqua ‘pulirà’ la strega. Dopo tre giorni di penitenze l’accusata doveva immergere le mani in acqua bollente, alla profondità dei polsi. Spesso erano costrette a immergerle fino ai gomiti. Si aspettava poi tre giorni per valutare le colpe dell’accusata (Come per l’ordalìa del fuoco). Veniva messa in pratica anche un’ordalìa dell’acqua fredda. Alla strega venivano legate le mani con i piedi con una fune, in modo tale che la posizione non fosse certo propizia per rimanere a galla. Dopodiché veniva immersa in acqua; se galleggiava era sicuramente una strega in quanto l’acqua ‘rifiutava’ una creatura demoniaca, se andava a fondo era innocente ma difficilmente sarebbe stata salvata in tempo.

Come quinto comandamento la Chiesa non è messa benissimo e non può nemmeno permettersi di avere un opinione, tantomeno di insegnare niente a nessuno.

VI-NON COMMETTERE ATTI IMPURI: basta andare su un motore di ricerca e associare alla parola prete tutto quello che vi viene in mente sull’argomento: pedofilia, cocaina, mafia, abusi, omosessualità, prostituzione…provare per credere. C’è un caso curioso però che mi ha colpito tra i tanti nella melma: un certo Padre Gino Burresi, spacciatosi per santo con tanto di stimmate e apparizioni Mariane, ha fatto costruire un Santuario tra Tivoli e Palestrina, il Santuario di S. Vittorino dove tutt’ora le parrocchie di tutta Roma, con poco tatto mandano i giovani a fare ritiro spirituale. In questo luogo si sono consumati i lussuriosi pasti di Don Gino a base di giovani ubriachi della parola di questo mascalzone. Le vittime mentre venivano violentate si sentivano perfino in colpa a pensar male di un sant’uomo come Don Gino, tanto per far capire cosa può arrivare a pensare una mente totalmente imbevuta di stupidaggini, e i danni che certi mistificatori possono fare alle menti deboli. Aggiungo un collegamento a un articolo completo pubblicato su L’Espresso per chi volesse approfondire:

http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/37078.html?refresh_ce

VII – NON RUBARE: Andate nuovamente su un motore di ricerca e scoprite cosa fanno certi personaggi con l’8 x 1000, con i soldi delle offerte, riciclaggio, fondi comunali, ecc.

VIII – NON DIRE FALSA TESTIMONIANZA: Se la chiesa credesse a questo comandamento non potrebbe esistere. Dalla più grande bugia della storia seguita da bugie a non finire ha costruito un impero.

IX e X – NON DESIDERARE LA DONNA E LA ROBA D’ALTRI: La chiesa ha un patrimonio immenso e di soldi non ne ha mai abbastanza, non fa che chiedere in continuazione, ma la verità è che già rinunciando a una piccola parte di quel patrimonio potrebbe risolvere da sola il problema della fame nel mondo. Oltre a desiderare le donne spesso i signori in nero si concedono ai maschietti.

ANCORA CREDIAMO CHE DIO ABBIA DATO QUESTI COMANDAMENTI A UN CERTO MOSE’, A QUATTROCCHI, SU UNA MONTAGNA ???

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...